REM Ecologia Srl

#DoveSiButta?

REM Educazione: guida per una corretta raccolta differenziata


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23 Ottobre 2020

Sacchetti sottovuoto (caffé/mangimi)

Molti cibi ed alimenti sono venduti in comode confezioni definite "sottovuoto" come ad esempio quelle del caffé oppure, per il mondo animale, quelle dei mangimi. Ma quando finiscono dove le gettate? La loro composizione potrebbe trarre in inganno, vediamo perché.

Queste confezioni sono definite "poliaccoppiati", cioé composte da più materiali non separabili. Spesso questa è una caratteristica che rende il prodotto irrecuperabile, quindi da gettare nel contenitore dell'indifferenziata. Ma non è questo il caso! Infatti tali sacchetti sono composti da plastica e alluminio e, anche se prima non era così, sono totalmente riciclabili.

Ma dove si gettano? nel contenitore dei metalli o in quello della plastica? Vanno gettati nella raccolta del materiale prevalente. Vi diamo un aiuto: se la confezione presenta questa dicitura C/LDPE 90, significa che è appunto un poliaccoppiato tra allumino e plastica, con prevalenza di quest'ultima.

Quindi prestate attenzione e non commettete errori!

Grucce appendiabiti

Le grucce appendibito sono sicuramente dei prodotti che finché non si rompono, non vengono gettate e, soprattutto, sembrano non bastare mai! Ma una volta usurate, dove le gettate?

Innanzitutto le grucce sono "classiche" possono essere di 3 tipologie: metallo, legno e plastica; ognuna deve essere gettata in un contenitore differente.

Grucce di legno: devono essere gettate nel contenitore dedicato presso l'isola ecologica. Il gancio in metallo non è un problema in quanto verrà selezionato in fase di lavorazione del prodotto.

Grucce di metallo: vanno gettate nel contenitore dedicato ai metalli. Specifichiamo che il conferimento dei metalli varia da Comune a Comune (in alcuni vanno insieme al vetro, in altri con la plastica).

Grucce di plastica: in questo caso bisogna fare una sostanziale distinzione. Da qualche tempo anche le grucce in plastica sono riciclabili (lo ha dichiarato Corepla, Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica). Prima non erano considerate imballaggio, ma ora, fortunatamente, in alcuni casi puoi gettarle nel bidone della plastica. Ma solo se sono rotte ed effettivamente non utilizzabili!

La regola che devi seguire è questa: se hanno un logo e sono vendute con gli abiti, sono differenziabili (perché considerate imballaggio); se invece le hai acquistate separatamente, non puoi riciclarle.

Quindi prestate attenzione!

Spazzolino e tubetto del dentifricio

Spazzolino e dentifricio sono sicuramente due oggetti che non mancano nei bagni delle nostre case e, per ovvi motivi, sono prodotti che hanno una durata di vita abbastanza limitata.

Ma una volta che lo spazzolino non va più bene dove lo gettiamo? E il tubetto vuoto del dentifricio?

Spazzolino: nonostante sia composto di plastica non rientra nella raccolta differenziata. Lo spazzolino non è un imballaggio, quindi deve essere gettato nel sacco dell'indifferenziata.

Tubetto del dentifricio: il tubetto rientra nella famiglia degli imballaggi, quindi deve essere gettato nel contenitore della plastica per essere riciclato (anche se dovessero esserci dei residui di dentifricio).

Candele di cera

Le candele sono diventate a tutti gli effetti un oggetto sempre più presente nelle nostre case, soprattutto a causa del gentil sesso :P

Profumate, decorative, rilassanti il mercato ormai ne offre davvero di ogni tipologia e "gusto"! Per non parlare dei contenitori/barattoli...

Ma dove gettate i residui di cera che avanzano e i contenitori vuoti? Precisiamo che oggettivamente oggi i contenitori porta candele sono davvero di ottima fattura e di gradevoli forme/modelli, pertanto consigliamo eventualmente di riutilizzarli. Ma se proprio non ce ne facciamo nulla e vogliamo disfarcene allora ebbene fare attenzione.

Innanzitutto la cera non è recuperabile, quindi rimuovere i residui versando dell'acqua molto calda all'interno del barattolo, lasciando che si sciolga e filtrandola con un colino. La cera deve essere gettata nell'indifferenziata. Mentre per i contenitori dipende da che materiale sono composti. Per quanto riguarda quelli in vetro, possono essere tranquillamente riciclati nei cestini dedicati, stessa cosa per i discehtti in alluminio. Discorso diverso invece per quelli in plastica (ad esempio i lumi) i quali, non essendo imballaggi, devono essere gettati nell'indifferenziata.

Matite, penne e pennarelli

Matite, penne e pennarelli, nonostante l'era digitale, ricoprono comunuque un ruolo importante nelle nostre vite. Chi non ha la casa invasa da oggetti di cnacelleria? se in più si hanno bambini piccoli, questi oggetti si moltiplicano.

Ma dove gettate le penne quando finiscono la carica? mentre i trucioli delle matite?

Penne-pennarelli: nonostante siano composti da plastica, non rientrano nella famiglia degli imballaggi, quindi devono essere gettati nell'indifferenziata. Inoltre questi oggetti sono composti spesso da materiali eterogenei difficilmente separabili manualmente. Oltrettutto, in particolar modo coi pennarelli, la plastica viene a contatto con l'inchiostro, contaminandosi.

Matite: se parliamo dei trucioli delle matite (quando le temperiamo) allora possono essere buttati nell'umido, anche se si tratta di matite colorate. Discorso diverso se per le matite intere o rotte, in questo caso devono essere gettate nell'indifferenziata.

Uova e colombe di Pasqua

Arriva la Pasqua e con essa facciamo il pieno di uova di cioccolato e colombe.

Ma gli involucri che li contengono, li gettiamo nel contenitore giusto?

Cominciamo dalla colomba: la confezione rettangolare in cartone va nel bidone della raccolta della carta, la maniglia nel bidone del secco residuo, così come il laccetto usato per richiudere la confezione. E’ importante precisare che quel rivestimento marrone che avvolge la colomba lungo la sua forma va gettato nell’indifferenziato. Sarebbe possibile gettarlo nel bidone della carta solo se fosse ripulito dai residui di cibo che di solito rimangono attaccati, mentre potrebbe essere gettato nell’organico solo se fosse di carta compostabile.

Uova: l’incarto, può essere fatto di poliaccoppiato di plastica e alluminio o di tessuto non tessuto. Il primo, con la parte interna argentata e quella esterna colorata, trova posto nella raccolta della plastica. Il secondo, morbido e resistente, deve essere buttato nell’indifferenziato.

Mentre l’etichetta dell’uovo di Pasqua, se realizzata di carta andrà nell’apposito contenitore. Qualora fosse invece in plastica, fate attenzione! Non essendo un imballaggio non dovrà essere gettato nella raccolta della plastica, bensì in quella dell’indifferenziato.

Anche il cordoncino che permette di chiudere l’uovo deve essere buttato nell’indifferenziato. La bustina della sorpresa ed il supporto dell’uovo di Pasqua dovranno essere gettati nella plastica, in quanto si tratta di imballaggi.

Fotografie e polaroid

Non è mai bello buttare fotografie e polaroid, anche se, l'avvento della tecnologia, sta rendendo questi oggetti sempre di più dei prodotti per veri appassionati! Oggi i vari hard disk e spazi cloud rendono molto più agevole l'archiviazione di centinaia e centinaia di foto senza aver bisogno di spazio fisico; inoltre le macchine fotografiche non stampano più su pellicola. Quindi, chi si vuole disfare di alcune vecchie fotografie, dove le deve buttare?

La tipologia di materiale potrebbe trarre iun inganno! Attenzione, non devono essere gettate nel contenitore della carta. La maggior parte delle carte fotografiche è ricoperta da uno strato sottilissimo di polietilene che ne controlla l'assorbimento dell'acqua e ne accelera l'asciugatura, e quindi non deve essere mescolata ad altri rifiuti di carta destinati al riciclaggio convenzionale. 

Quindi non si può fare altro che gettarle nel sacco dell'indifferenziata.

Pentole e padelle

Dove gettate pentole e padelle che non utilizzate più?

Dovete prestare particolare attenzione perché non tutte le padelle e pentole devono essere gestite allo stesso modo. Guardiamo nello specifico dove devono essere buttate le varie tipologie:

  • In acciaio: devono essere inserite nel contenitore che utilizziamo per la raccolta di metalli e lattine (varia a seconda del comune). Se di grosse dimensioni, devono essere conferite presso l'isola ecologica.
  • Antiaderenti: a causa della molteplicità di materiali di cui sono composti, devono necessariamente essere conferiti presso l'isola ecologica, così da essere gestite nella maniera corretta.
  • In ceramica: anche in questo caso devono essere portate all'isola ecologica. Pur essendo in ceramica necessitano di un particolare trattamento.

Va da sè che se pentole e padelle in alluminio presentano il manico in plastica, è necessario smoltarlo e inserirlo nel contenitore dedicato.

Quindi prestate attenzione! 

Medicinali scaduti

Sicuramente avrete in casa un armadietto colmo di medicinali (chi non lo ha?); e tra questi cene saranno diversi scaduti.

Dove avete intenzione di buttarli? Non commettete l'errore di gettarli nel sacco dell'indifferenziata! Si tratta di rifiuti urbani pericolosi e come tali devono essere gestiti prestando particolare attenzione in quanto potrebbero avere impatti inquinanti sull'ambiente.

Quindi dove gettarli? Bisogna portarli presso l'isola ecologica del proprio comune o nei punti di raccolta presenti nelle farmacie.

Le relative scatole, solitamente di cartone, possono essere inserite nel sacco della carta, mentre il blister (pulito) nel contenitore della plastica. Stessa cosa per quanto concerne le boccette di vetro (senza residui).

VHS e CD-ROM

Quanti di voi hanno ancora la casa invasa da vecchie VHS e CD-ROM? Sicuramente i più giovani non sanno nemmeno di cosa stiamo parlando, ma per chi ha vissuto gli anni '80 e '90, questi erano due simboli che sembravano non dovessero più tramontare, e invece...

Oggi la tecnologia corre così veloce che sono diventati due oggetti obsoleti e inutilizzabili, se non per qualche fan dell'antiquariato!

Ma per chi volesse disfarsene, dove devono essere gettati?

  • Le VHS, sebbene l’involucro esterno sia fatto di plastica, devono comunque essere gettate nell'indifferenziato in quanto si tratta di plastica non riciclabile.
  • l materiale di cui CD e DVD sono composti è per il 90% policarbonato, mentre il restante 10% contiene vernici, coloranti e alluminio. Il policarbonato è un materiale altamente riciclabile e la materia prima seconda che può essere generata dal suo riciclo è molto richiesta, il problema è che in Italia la raccolta di questo materiale non è così semplice. Infatti, sarebbe necessario utilizzare dei punti di raccolta comunali appositi oppure fare in modo di poterli riportare ai negozi di elettronica così da consentire un recupero del materiale in appositi stabilimenti. Non essendo una procedura così agevole nel nostro paese, si può dire che CD e DVD debbano essere gettati nell’indifferenziato. 

Cotton fioc

I cotton fioc sono uno di quei rifiuti che maggiormente vengono dispersi nell'ambiente e soprattutto nei mari. Vi chiedete il perché? Semplicemente vengono gettati nel wc!

Vediamo dove devono essere buttati.

Innanzitutto, dal 1 gennaio 2019, in Italia non si possono più podurre cotton fioc che non sia compostabili; e questa è una bella vittoria per l'ambiente figlia di una campgna di sensibilizzazione che mira a diminuire sempre di più i prodotti usa e getta.

Qundi dove si gettano i cotton fioc? Procediamo con ordine.

Anche se non vengono pi prodotti i classici cotton fioc di plastica, è possibile trovarne ancora nei negozi, fino ad esaurimento scorte.

Quindi:

  • Se cotton fioc di plastica -> devono essere gettati nel contenitore dell'indifferenziato in quanto non riciclabili.
  • Se cotton fioc biodegradabile -> Significa che ha un tempo di degradazione più veloce e sostenibile, ma deve comunque essere gettato nel secco indifferenziato.
  • Se cotton fioc compostabile -> Quindi realizzato in carta o bamboo, può essere gettato nel contenitore dell'umido organico.

In caso di dubbi, consigliamo di consultare comunque la confezione, sulla quale dovrebbe esserci scritto in quale contenitore possono essere gettati.

Raccomandiamo di non gettarli assolutamente nei servizi igienici! È conclamato ormai quanto questi prodotti siano dannosi se dispersi nell'ambiente: gli animali li scambiano per cibo e ne rimangono soffocati, le spiagge si riempiono di rifiuti e i mari si inquinano sempre di più. 

Gusci: uova, cozze, frutta secca

Parliamo di gusci! Sicuramente, più di una volta, vi sarà venuto il dubbio di dove buttare i gusci degli alimenti. Parliamo dei gusci di uova, cozze/molluschi/crostacei e quelli della frutta secca.

 Andiamo con ordine.

Gusci delle uova: sono composti da materiale biodegradabile e hanno dei tempi di decomposizione brevi, quindi devono essere gettati nel contenitore dell'umido.

Gusci di cozze, vongole, crostacei, ecc: discorso diverso per i gusci dei molluschi, sono infatti materiali non biodegradabili composti dal carbonato di calcio, materiale calcareo e non organico. Vanno gettati pertanto nel sacco dell'indifferenziato. Stesso discorso vale per i crostacei.

Gusci della frutta secca: sono composti da materiali non biodegradabil, quindi devono essere gettati nel contenitore dell'umido.

Prestate attenzione a dove li gettate!  

Cartucce e toner per stampanti

Dove le gettate le cartucce della stampante una volte che sono esaurite? Ve lo diciamo noi!

Toner e cartucce sono classificati a tutti gli effetti "rifiuti speciali" e, in quanto tali, non possono essere gettati nella raccolta differenziata. Precisiamo che alcune tipologie di toner che contengono una componente elettronica, vengono classificati con RAEE.

Ma andiamo con ordine.

Possono essere gettatati nella plastica? No. Come dicevamo non possono essere recuperati tramite il servizio di raccolta differenziata. Ci sono al suo interno residui di inchiostro che potrebbero danneggiare seriamente l'ambiente. La plastica di questi oggetti non fa parte dei materiali che possiamo riciclare, ma sarebbe uno spreco metterlo anche nel rifiuto indifferenziato, visto che significherebbe la perdita di una risorsa.

Quindi dove gettarli? Che siano classificati come RAEE o meno, devono comunque essere portati presso l'isola ecologica comunale o il centro di raccolta dove verranno trattati nel rispetto ambeientale per essere avviati a riciclo. Nello specifico, vengono ridotte in frammenti e i materiali separati in plastica, metalli, residui di inchiostro/toner e schiuma espansa. I materiali, così selezionati, vengono venduti e trasformati in materie prime per la produzione di altri oggetti di uso quotidiano. In genere, i materiali rimanenti non riciclabili e i residui d’inchiostro o toner, vengono impiegati per la produzione di energia elettrica tramite processo di termodistruzione.

Stuzzicadenti

Gli stuzzicadenti sono diventati elementi utilizzati moltissimo nelle nostre cucine ed oggi, periodo in cui si presta particolare attenzione all'igiene, vengono utilizzati ancora di più.

Ma dove li buttate dopo averli utilizzati? Vi sarete posti la stessa domanda anche per quanto riguarda stecchini, spiedini, ecc. Beh la risposta per tutti questi materiali è sempre la stessa: devono essere gettati nel contenitore dell'umido/organico.

Purtroppo un errore molto comune è quello di gettarli nell'indifferenziato, eppure sono fatti di legno, quindi completamente naturali e totalmente biodegradabili e compostabili!

Prestate molta attenzione e non gettateli nel contenitore sbagliato!

Scontrini

Dove si gettano gli scontrini? Ogni giorno ne abbiamo a che fare, ma quanti di voi si sono chiesti quale sia il contenitore corretto in cui inserirli?

Effettivamente sono composti da materiale celluloso, ma non si possono gettare nel contenitore della carta!

Volete sapere perché?

La maggior parte degli scontrini sono di carta termica che hanno al loro interno dei componenti che reagiscono al calore, riciclandole in seccheria provocano un forte scurimento, quindi vengono considerate non riciclabili. Per riconoscerle basterebbe scaldarle (senza bruciarle…) se anneriscono sono carte termiche. La maggior parte degli scontrini sono di questo tipo.

Quindi dove devono essere buttati gli scontrini? Purtroppo vanno inseriti nel contenitore dedicato alla raccolta indifferenziata in quanto non riciclabili.

Addobbi natalizi

Ormai le feste sono passate...avete riposto gli addobi natalizi? Oppure sono vecchi ma non sapete dove buttarli? Ve lo diciamo noi!

Parliamo nello specifico dei 3 addobbi principali: albero, luci e palline.

Partiamo dall'albero, innanzitutto, stiamo parlando di uno vero o di un sintetico? Se l'albero di cui dovete liberarvi è vero, quindi composto di tronco, radici, foglie, ecc. allora non potrete far altro che gettarlo nel contenitore del verde presso l'isola ecologica, così da diventare compost. Alcuni Comuni hanno predisposto il ritiro gratuito presso le abitazioni, quindi conviene sempre provare a contattarli. Ovviamente, se l'albero è in un vaso, dunque vivo, è sempre cosa buona e giusta ripiantarlo e non gettarlo.

E le palline? vanno nel vetro? No! Come abbiamo visto qualche passaggio più sotto, non sempre ciò che sembra vetro può finire in quel contenitore. In particolare, le palline natalizie, spesso non sono idonee ad essere riciclate con il "vetro tradizionale"; quindi, a meno che non sia riportato sulla confezione, devono essere gettate nell'indifferenziato.

Discorso diverso per le lampadine. Essenso rifiuti elettronici, quindi RAEE (abbiamo già visto come devono essere gestitei i RAEE) devono essere portati presso l'isola ecologica per essere gestiti correttamente. In alternativa, si possono consegnare ai negozi del settore: nello specifico si può usufruire gratuitamente del "ritiro uno contro uno" quando si acquista un prodotto nuovo equivalente, ad esempio comprando gli addobbi luminosi per il prossimo anno, oppure del ritiro "uno contro zero" quando il proprio Raee è di piccolissime dimensioni, ossia inferiore ai 25 cm; in questo caso non c’è bisogno di acquistare un nuovo articolo. 

Bombolette spray

Dove si gettano le bombolette spray?

È un prodotto che da anni ormai riempie le nostre case, dalle quelle contenenti prodotti per i capelli a ai semplici deodoranti, fino alle bombolette conteneti vernici per i piccoli lavoretti da svolgere nelle nostre abitazioni.

Bisogna prestare particolare attenzione alla tipologia di bomboletta: ha contenuto sostenze nocive? Questa informazione la si può avere guardando direttamente il contenitore, se presenta dei simboli di pericolo, significa che viene valutata come RUP - Rifiuto Urbano Pericoloso e, in quanto tale, si dovrà portarla presso l'isola ecologica comunale.

Se invece non presenta nessun simbolo di pericolo, significa che si possono gettare tappo e cappuccio nel sacco della plastica ed il contenitore nei metalli.

Un’importante accortezza che occorre avere quando ci si accinge a gettare delle bombolette spray, è quella di assicurarsi che queste siano completamente vuote. Qualora così non fosse, se possibile, è opportuno svuotare il contenitore prima di gettarlo e controllare che non sia invece bloccato l’ugello.

I gas contenuti all’interno, infatti, sono sotto pressione e spesso sono instabili o infiammabili, se messi a contatto con fonti di calore e agenti atmosferici. Ma il rischio peggiore è quello che i contenitori possano esplodere se sottoposti a sbalzi termici, o durante il processo di compattazione nella macchina trita-rifiuti. Inoltre, soprattutto i prodotti a base di petrolio, possono infiltrarsi nelle falde acquifere e inquinarle.

Cenere

Durante i mesi invernali aumenta, ovviamente, l'utilizzo del camino e delle stufe, e con esso salgono gli scarti di cenere prodotti. Ma dove va gettata? È un residuo di prodotti naturali, ma dati dalla loro combustione, pertanto, nascono molti dubbi.

La cenere può essere raccolta nel contenitore del residuo organico, quindi l'umido. Bisogna prestare particolare attenzione però: può essere recuperata/gettata nell'umido solo la cenere che non contenga sostanze nocive, come legno verniciato, sigarette o altri rifiuti. In questo caso la cenere dovrà essere gettata nel contenitore dell'indifferenziata.

Ma la cenere può essere anche riutilizzata! Come? È un ottimo fertilizzante. Quindi la cenere può funzionare come concime per l'orto, per le piante da giardino o per quelle da terrazzo, mescolata col terreno o col compost. Importante è che sia ben fredda quando viene usata a questi scopi.

Inoltre la cenere è ottima per formare la lisciva, un sapone naturale. Si fa mescolando una parte di cenere e cinque  di acqua. Si  mescola accuratamente e poi si filtra per renderla omogenea.

Sottolineiamo di prestare molta attenzione che la cenere sia fredda e quindi completamente spenta.

Tetra pak

Dove si getta il tetra pak? Inizialmente diffuso come contenitore per il trasporto e conservazione del latte, oggi il Tetra Pak è usato per contenere succhi, vino, aceto, ma anche per cibi liquidi come brodo, zuppe e passati. Ma una volta divenuto rifiuto, dove deve essere gettatto?

Il Tetra Pak è un materiale composto da uno strato di carta rivestito esternamente da materiale plastico ed internamente da alluminio. La parte in carta viene realizzata utilizzando legno e cellulosa che, attraverso un processo di lavorazione a caldo senza utilizzo di collanti, viene unita alla parte di alluminio ed a un sottile strato di polietilene. Quest’ultimo strato garantisce al contenitore impermeabilità e lo rende idoneo alla conservazione dei prodotti alimentari.

La triplice composizione rende il Tetra Pak un materiale non facile da gestire nel ciclo dei rifiuti. Nei primi anni di utilizzo, infatti, non era considerato riciclabile. È quindi legittimo domandarsi se gli involucri vuoti debbano essere gettati all’interno dei bidoni differenziata assieme alla carta, alla plastica o al secco.

La raccolta dipende molto dalle indicazioni fornite dall'azienda che gestisce il servizio di raccolta di rifiuti urbani nel proprio Comune. Per esempio a Milano e a Roma (e nella maggior parte dei Comuni italiani) si buttano nel bidone della carta, dopo aver avuto cura di sciacquare l'interno della confezione e aver tolto il tappo di plastica. Tuttavia, in altre città, come Firenze per esempio, il Tetra Pak va nella raccolta del multimateriale.

Carta forno & carta stagnola

Carta da forno e carta stagnola sono due di quei prodotti che non mancano mai in cucina! Ma dove devono essere gettati una volta che sono divenuti rifiuti?

Carta stagnola

La carta stagnola altro non è che un semplice foglio di alluminio, che quindi è riciclabile al 100% (dopo essere stato accuratamente lavato) e può quindi essere conferito con i suoi simili proprio come le lattine, nel bidone di metalli e alluminio.

Carta da forno

Discorso un pochino più complicato invece per quanto riguarda la quella da forno. La carta oleosa, infatti, non è riciclabile in quanto impermeabile, quindi deve essere gettata nel sacco dell'indifferenziata.

Attenzione però: alcune tipologie di carte da forno, dopo essere state accuratamente ripulite, possono essere riciclate nel cartone, pertanto è bene prestare molta attenzione alle specifiche presenti sulla confezione.

Negli ultimi anni, molti importanti brand, hanno cominciato a commercializzare una particolare carta da forno biodegradabile prodotta con fibra di cellulosa, quindi completamente riciclabile nel secchio del'umido in quanto compostabile!

Tappi di sughero

Noi italiani siamo tra i maggiori bevitori di vino a livello mondiale: ci piace mangiare bene accompagnando il pasto con un ottimo bicchiere di vino! Ma dove gettiamo i tappi di sughero che vengono utilizzati per chiudere le bottiglie?

Il sughero è un prodotto ricavato dalla corteccia della quercia da sughero ed è un materiale duttile e naturale al 100%. Viene utilizzato in diversi contesti: proteggere il gusto e gli aromi del vino, ma viene sempre più spesso usato nella realizzazione di pannelli isolanti, fonoassorbenti e granulati.

Infatti il sughero è anche un materiale totalmente riciclabile!

Sembra scontato, ma è meglio sottolinearlo: tutti i rifiuti prodotti con materiali riciclabili non devono mai essere inseriti nel sacco dell'indifferenziata!

Quindi il sughero può essere tranquillamente gettato nel bidone dell'umido o, in alternativa, può essere portato presso il contenitore per la raccolta del legno presente nelle piattaforme ecologiche.

Mi raccomando, prestate attenzione!

Cialde e capsule del caffè

L'Italia è sicuramente uno dei paesi dove si consuma un'elevata quantità di caffè. Negli ultimi anni è aumentato a dismisura l'utilizzo delle cialde e delle capsule. Ma se la cara vecchia moka, sta lasciando sempre più spazio a queste nuove tipologie di caffè, bisogna sottolineare che lo smaltimento di queste confezioni creano non pochi grattacapi.

Vediamoli nel dettaglio.

Una questione che spesso genera confusione è la distinzione tra capsule e cialde: si tratta della stessa cosa? Questi termini, talvolta usati come sinonimi, si riferiscono in realtà a prodotti diversi per forma e materiali: le cialde sono costituite da due fogli di carta filtro, all’interno dei quali è pressato il caffè; le capsule, invece, si presentano sotto forma di un contenitore rigido di forma cilindrica, generalmente realizzato in plastica o in alluminio.

La criticità nasce dal fatto che le capsule sono dei bicomponenti, ovvero sono costituite da materiali diversi non facilmente separabili l’uno dall’altro. Se gettate intere, le capsule esauste andrebbero di norma nell’indifferenziato, finendo quindi nelle discariche e negli inceneritori con un impatto ambientale notevole. Abbiamo specificato “intere”, perché in realtà un modo per riciclarle ci sarebbe, ma per farlo in modo corretto è necessario un impegno maggiore da parte del consumatore, che dovrebbe separare manualmente tutti i componenti e gettarli negli appositi contenitori per la raccolta differenziata.

  • Le capsule in plastica sono generalmente composte da un involucro in plastica, una linguetta in alluminio e i residui di caffè. Se volete evitare di gettarle intere nell’indifferenziata, abbracciando un comportamento più favorevole all’ambiente, consigliamo di  togliere la linguetta in alluminio e di buttarla nel contenitore dedicato; a questo punto, non vi resta che sciacquare la confezione in plastica dai resti del caffè e riporla nel bidone specifico.
  • Le capsule in alluminio, se realizzate al 100% con questo materiale, si possono pulire dal caffè rimasto e gettare nel contenitore apposito, oppure si possono portare nei centri di raccolta.  A questo proposito, esistono realtà del settore che da tempo, a fini di riciclo, hanno messo a punto un sistema di recupero delle capsule prodotte.
  • Discorso diverso per le cialde che, salvo differenti indicazioni sulla confezione, andrebbero gettate nell’umido, esattamente come i fondi di caffè e le bustine di tè.

Smartphone

Dove si gettano gli smartphone?

Sicuramente stiamo parlando dell'oggetto che più di tutti è entrato prepotentemente nella nostra vita e ne è diventato il protagonista. Non ci sono storie: chinuque possiede almeno uno smartphone, e sottolineiamo "almeno".

Ormai ognuno di noi utilizza lo smartphone come estensione del proprio corpo e dei propri sensi, pertanto viene utilizzato per eseguire qualsiasi azione, complice una tecnologia che continua ad evolversi e a migliorare.

Più la tecnologia si evolve, più velocemente l'accessorio risulta obsoleto. E una volta divenuto rifiuto, come lo smaltiamo? Le nostre abitazioni sono invase da telefoni "vecchi" non più compatibili con i nuovi sistemi o, semplicemente, sono stati superati a livelli di prestazioni da quelli più moderni.

Innanzitutto lo smartphone viene classificato come rifiuto elettronico, pertanto deve essere gestito come i RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).

In quanto RAEE non deve assolutamente essere inserito nel sacco indifferenziato, ma deve essere consegnato al centro di raccolta o negli appositi centri RAEE.

Questi dispositivi, una volta che vengono resi inutilizzabili perché rotti od obsoleti, devono essere separati nelle loro varie componenti, che andranno smaltite e riciclate a seconda dei materiali di cui sono composte. Infatti, il problema nella gestione di questo genere di rifiuti è che possono contenere sostanze tossiche (come il mercurio) che se disperse nell’ambiente possono provocare danni ambientali anche gravi, e sono spesso composti da materiali poco biodegradabili. Inoltre, se avviati a riciclo correttamente possono permettere di recuperare tantissimi materiali dalle loro varie componenti, riducendo le emissioni da smaltimento e generando notevoli risparmi economici. Per questo motivo, i loro processi di smaltimento e riciclo sono gestiti da una filiera apposita.

Ma non è finita qui. Esiste una legge, il cosiddetto decreto “uno contro zero” che obbliga il commerciante al ritiro dei cellulari usati di vecchio modello senza dover acquistare di un nuovo apparecchio elettronico. Se volete liberarvi del telefono abbandonato nel cassetto potete quindi rivolgervi al rivenditore o al negozio di elettronica, che si farà farsi carico, in maniera gratuita, dello smaltimento del vecchio dispositivo.

Bicchieri, piatti e bottiglie

Il vetro è uno di quei materiale che sembrerebbe tra i più facili da differenziare ma che invece risulta avere diversi "falsi amici".

E sì perché non tutto il vetro è riciclabile, vediamo i diversi casi nel dettaglio.

Fra i “falsi amici del vetro”, definizione che accumuna tutti i materiali che sembrano vetro da imballaggio e non lo sono, i più insidiosi sono: ceramica, cristallo e pyrex.

Bottiglie e vasetti

Nel contenitore del vetro possono essere inseriti solo le bottiglie di vetro e i vasetti: questi imballaggi sono realizzati in un tipo di vetro detto “sodico-calcico”, per via dei propri principali elementi costitutivi. Questa tipologia di vetro, la più comune e diffusa, è molto diversa per composizione chimica e caratteristiche tecniche dal “cristallo”, più brillante e sonoro per via del suo alto contenuto di piombo, ma anche dal Pyrex, un vetro “borosilicato” resistente agli sbalzi termici,  perciò adatto alla cottura nei forni da cucina.

Ceramica e pyrex

Hanno una temperatura di fusione più elevata rispetto a quella del vetro da imballaggio. Pertanto, quando nel forno il vetro è ormai liquido e si avvia a diventare una “goccia” incandescente dalla quale prenderà forma il nuovo imballaggio, la ceramica e il pyrex rimangono nella massa di vetro nella forma di un sassetto solido, creando così un difetto al contenitore che ha un’alta probabilità di rompersi.

Cristallo

È un vetro ad alto contenuto di Piombo, un metallo pesante considerato pericoloso se disperso nell’ambiente. Sebbene la Stazione Sperimentale del Vetro e la comunità scientifica abbiano accertato che non esiste alcun problema di cessione, tra contenitore e contenuto, dato l’alto potere “segregante” del vetro che lo rende un agente inertizzante per eccellenza, la legislazione dell’Unione Europea impone: da una lato, un limite di 200 parti per milione alla presenza di piombo negli imballaggi destinati a bevande e alimenti, nell’ambito di una politica di contenimento dei metalli pesanti potenzialmente disperdibili nell’ambiente; dall’altro, una disciplina specifica per l’avvio a riciclo del rottame di vetro in vetreria (Regolamento UE noto anche come “End of Waste”) prescrive che, affinché il rifiuto di imballaggio in vetro possa trasformarsi in una MPS idonea alla rifusione in vetreria, va evitata ogni commistione con il cristallo ed altri flussi di rifiuti (es. sanitari) non idonei. Dato l’elevato contenuto di piombo, anche pochi frammenti di cristallo possono compromettere grandi quantità di rottame riciclabile, pertanto la presenza di oggetti di cristallo nella raccolta differenziata del vetro da imballaggio va assolutamente evitata.

Fonte: Coreve

Lampadine

Le lampadine sono sicuramente uno di quei rifiuti che traggono in inganno la maggior parte delle persone: dite la verità, le buttate nel vetro? Non fatelo! Le lampadine di nuova generazione contengono sostenze altamente nocive, come il mercurio.

Procediamo con ordine: esistono diverse lamapdine di uso comune, e ognuna di essa deve essere gestita in un certo modo. Nessuna, però, deve essere inserita nel contenitore del vetro, in quanto, oltre al vetro stesso, contengono tutte materiali non recuperabili o tossici.

Lampade alogene e a incandescenza

Le lampadine a incandescenza si riconoscono dalla presenza di un filamento all’interno del bulbo di vetro, masono ormai fuori produzione dal 2012 in quanto altamente energivore e poco efficienti. Mentre quella alogene sono un particolare tipo di lampadina ad incandescenza e, come tali, sono state bandite dal mercato a partire dal 1° settembre 2018. Non sono considerate RAEE, pertanto, questo tipo di lampadine può essere gettato nel contenitore dell’indifferenziato, ma non nel vetro.

Lampade al neon (o fluorescenti)

Sono lampade a risparmio energetico, pertanto durano molto più a lungo di quelle a incandescenza. La cattiva è che contengono mercurio. A causa della presenza di questa sostanza nociva (oltre che inquinante), se la lampadina si è rotta è bene far arieggiare la stanza e uscire per qualche minuto, quindi raccogliere i cocci utilizzando dei guanti o comunque evitando il contatto diretto con la pelle. Rinuncia all’aspirapolvere, che disperderebbe nell’aria una maggior quantità di particelle, e aiutati con una scopa. Quest’ultima operazione non dovrebbe essere eseguita da una donna incinta o da un bambino. Una volta raccolti i frammenti in un contenitore di vetro, ci si deve recare nell’isola ecologica più vicina, dove sono predisposti dei contenitori proprio per queste lampade. Queste lampadine appartengono alla famiglia dei RAEE, quindi devono essere smaltiti come tali: portati alla piattaforma ecologica in cui potranno essere trattatati e riciclati.

Lampade LED

Quanto detto per le lampadine fluorescenti vale anche per le lampadine LED, di qualsiasi tipologia: qualunque colore abbiano, qualunque forma (quindi anche le “strisce luminose”, che sono LED). Noterete che nella confezione il simbolo del cassonetto è barrato. Le LED, infatti, non vanno nell’indifferenziata ma devono essere smaltite separatamente dai rifiuti solidi urbani. Anche in questo caso rientrano nella famiglia dei RAEE e, come tali, devono essere portati alla piattaforma ecologica per essere trattate nel rispetto ambientale ed avviate a recupero.

Esistono due modi per sbarazzarsi delle lampadine usate che rientrano nella famiglia dei RAEE, in maniera sostenibile:

  • portarle ai negozianti che, per obbligo di legge, devono provvedere al ritiro gratuito in caso di acquisto di una nuova lampadina (nel rapporto 1 a 1);
  • portarle nei centri di raccolta RAEE o cercare sul sito di Ecolamp l’isola ecologica più vicina a te.

Pile usate

Le pile usate sono tra i rifiuti domestici maggiormente inquinanti e, purtroppo, è usanza diffusa gettarle nel bidone dell'indifferenziata.

A causa della presenza di metalli pesanti come piombo, cadmio, cromo e mercurio sono considerate "rifiuti pericolosi", pertanto devono essere smaltiti come tali. In particolare la presenza di mercurio, anche se in quantità minime all’interno delle pile, è altamente pericoloso. Se le pile finiscono in discarica o – peggio – vengono abbandonate nell’ambiente, il rischio di inquinamento, soprattutto delle acque, è molto alto. Basta infatti un solo grammo per inquinare ben 1.000 litri di acqua.

Quidni buttarle nel secco indifferenziato significa inquinare l’ambiente: le sostanze sopra citate possono infatti costituire un potenziale pericolo sia per la salute umana che per l’ambiente che ci circonda, a causa della loro elevata tossicità. Ecco perché è importante smaltirle correttamente.

Procediamo con ordine, esistono due tipi di pile e batterie: primarie (non ricaricabili) e secondarie ricaricabili (accumulatori).

Le batterie primarie possono essere di tipo:

  • zinco-carbone (per apparecchi a basso consumo, come telecomandi e sveglie);
  • alcalino-manganese (per apparecchi ad elevato fabbisogno di energia);
  • litio (per fotocamere, orologi da polso o calcolatrici tascabili);
  • zinco-aria (batterie per usi specifici, come gli apparecchi acustici);
  • ossido d’argento (celle a bottone, ad esempio per gli orologi).

Le batterie secondarie ricaricabili possono invece essere del tipo:

  • piombo (utilizzate per l’alimentazione di automobili e camion);
  • nichel-cadmio (batterie economiche per apparecchi ad elevato consumo di energia);
  • nichel-idruro metallico (per giocattoli, videocamere, apparecchi radio, etc.);
  • ioni e polimeri di litio (per fotocamere digitali, pc e smartphone).

Come bisogna smaltirle?

Per quanto riguarda le batterie primarie, è possibile conferirle nei punti di raccolta presenti in tutte le città italiane, solitamente posti nei pressi di centri commerciali e in centro città. In alternativa, è possibile consegnarle nei negozi autorizzati alla raccolta o direttamente nei centri di raccolta (isole ecologiche).

È possibile riciclare almeno il 60% dei materiali che compongono pile e batterie, immettendoli nuovamente nel ciclo produttivo. Dal manganese e dal nichel si possono ottenere ad esempio pentole e utensili da cucina, dallo zinco si può ricavare argenteria, dal rame i cavi elettrici. Ma non è finita qui: dal cobalto si ricavano i magneti, dal cadmio le saldature e dal piombo è possibile ottenere nuove pile.

Olio alimentare

Dove gettate l'olio esausto dopo averlo utilizzato per una bella frittura?

L'errore che viene maggiormente commesso è quello di versarlo direttamente nel lavandino: una pratica tanto diffusa quanto sbagliata!

Ogni cittadino produce circa 3 kg all’anno (media nazionale) di olio derivante dalla conservazione di alimenti, dalla cottura dei cibi e dalla frittura, ma solo un quarto viene recuperato.

Gli oli vegetali esausti hanno una pericolosità che viene spesso ignorata o sottovalutata. Disperso nell’ambiente, l’olio vegetale esausto può essere altamente inquinante per il sottosuolo per la flora, per laghi e fiumi.

Versare l’olio direttamente nel lavandino provoca un intasamento delle tubature, problemi alle condotte fognarie e al funzionamento dei depuratori e produce cattivi odori in caso di ristagno.

Qundi dove si butta l'olio utilizzato?

Una avrlo lasciato raffreddare, bisogna raccoglierlo in un contenitore - va bene anche una bottiglia di plastica - e portarlo presso la piattaforma ecologica oppure nei supermercati e luoghi dotati di appositi contenitori. In questo modo, oltre a non danneggiare l'ambiente, verrà trasportato in un impianto di trattamento per essere rigenerato.

Raccogliendo l’olio alimentare esausto in modo corretto proteggiamo l’acqua e l’ambiente e contribuiamo alla riduzione di emissioni di COnel settore dei trasporti. Infatti l’olio alimentare correttamente raccolto viene avviato a rigenerazione diventando materia prima sostenibile per la produzione dei Biocarburanti Avanzati in sostituzione dell’olio di palma utilizzato invece nei Biocarburanti Tradizionali.

Quali oli si possono riciclare?

  • oli vegetali e grassi animali usati per fritture, per la preparazione degli alimenti o per la loro conservazione (es. sottoli),
  • oli di conservazione dei cibi in scatola (tonno, funghi, carciofini, condimento per riso ecc.),
  • oli e grassi alimentari deteriorati e scaduti (lardo, strutto, burro).

Sono esclusi invece i residui solidi alimentari, oli minerali come gasolio, nafta e lubrificante per motori.