REM Ecologia Srl

Green Deal europeo: 1000 miliardi per salvare la Terra


news

21 Febbraio 2020

Da diversi giorni non si parla altro che del Green Deal europeo: politici, Istituzioni, giornali, trasmissioni televisive e talk show dedicano puntate intere sul tema.

Ma di cosa si tratta nello specifico? È l’ennesimo spot elettorale fine a se stesso oppure si sta iniziando a percorrere una strada virtuosa che possa finalmente portare ad un deciso cambiamento?

Sicuramente il tema ambientale non è mai stato così tanto discusso e commentato dai mass media nazionali come nell’ultimo periodo. Le manifestazioni “Friday for Future”, Greta Thunberg, ambientalisti vari, Trump, scioglimento dei ghiaccia Vs. utilizzo dei combustibili fossili, sono solo alcune delle “immagini simbolo” che hanno invaso la nostra vita quotidiana.

Alla luce di tutto ciò, il neo eletto Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato che la priorità del suo mandato sarà quella di promuovere il Green Deal europeo investendo 1000 miliardi.

Che cos’è il Green Deal europeo

Le varie dichiarazioni sul tema risultano essere sempre abbastanza generiche, quello che è chiaro a tutti è il fatto che verranno utilizzati 1000 miliardi per raggiungere gli obiettivi fissati. Quindi, in cosa consiste questo famoso Green Deal?

Consiste in una serie di misure per rendere più sostenibili e meno dannosi per l’ambiente la produzione di energia e lo stile di vita dei cittadini europei. Trasformare pertanto l’Unione Europea in una società giusta e prospera, con un’economia di mercato moderna dove le emissioni di gas serra saranno azzerate e la crescita sarà sganciata dall’utilizzo delle risorse naturali.

Il Green Deal sarà una strategia composta da una serie di misure di diversa natura che saranno realizzate nei prossimi trent’anni. I famigerati 1000 miliardi sono infatti una previsione, una stima: la cifra reale sarà stabilita dal bilancio pluriennale dell’Unione Europea per il periodo compreso fra il 2021 e il 2027.

Obiettivi e scadenze del Green Deal europeo

L’obiettivo principale è ovviamente quello di limitare l’aumento del riscaldamento globale e di mantenerlo, come stabilito dagli Accordi di Parigi del 2015, sotto gli 1,5°C.

Per rispettare questo traguardo l’Unione Europea si è impegnata ad azzerare le proprie emissioni inquinanti nette entro il 2050 rispettando gli step intermedi per il 2030 e 2040.

In che modo azzerare le proprie emissioni?

  • rendere più green la produzione di energia elettrica, attualmente la responsabile del 75% dell’emissione dei gas serra. Questo significa intensificare l’utilizzo delle energie rinnovabili e smettere di incentivare l’uso di combustibili fossili;
  • rendere più sostenibili alcune attività umane che al momento consumano una grande quantità di energia come ad esempio l’istituzione di nuove regole per la costruzione/ristrutturazione di case e industrie;
  • rendere meno inquinanti i processi produttivi;
  • potenziare i trasporti pubblici e su rotaia;
  • promuovere la biodiversità, quindi proteggere boschi e animali;
  • diffondere l’economia circolare;
  • investire fondi europei per iniziative sostenibili.

Il primo passo

Le prime misure che verranno presentate nei prossimi mesi sono sostanzialmente due: Legge sul Clima e Fondo per una transizione giusta.

Una Legge sul Clima è una vera e propria novità, sarà infatti la prima volta che l’Europa si doterà di una legge quadro sul clima; finora era sempre stata affidata a regolamenti e direttive diverse.

Secondo le informazioni diffuse dalla Commissione Europea stabilirà alcuni principi fondamentali che faranno da base a tutte le successive misure che verranno prese in ambito Green Deal:

  • Benessere dei cittadini
  • Prosperità della società
  • Competitività dell’economia
  • Efficienza energetica
  • Sicurezza
  • Salute
  • Protezione dei consumatori vulnerabili
  • Solidarietà
  • Approccio scientifico dei provvedimenti futuri

Con l’approvazione di tale legge, verrà ufficializzata l’intenzione di azzerare le emissioni nette in Europa entro il 2050.

Il Fondo per una transizione giusta sarà il salvadanaio che servirà a finanziare le iniziative sostenibili nei paesi e nelle regioni europee più arretrate e vulnerabili. Il passaggio da un’economia basata sulla manifattura pesante e sulla produzione a combustibili fossili ad una più sostenibile, causerà nel breve termine ingenti perdite di lavoro.

La Commissione ha già rilasciato diverse informazioni sul Fondo. Ad esempio è stato comunicato che il Fondo mobiliterà circa 100 miliardi tra il 2021 e il 2027 e che l’intenzione è di portarli a 143 entro il 2030.

Il Green Deal europeo sarà gestito da Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione che ha rilasciato questa dichiarazione sul tema:

“Stiamo vivendo un’emergenza climatica e ambientale. Il Green Deal europeo costituisce un’opportunità per migliorare la salute e il benessere dei nostri concittadini, trasformando il nostro modello economico. Il piano illustra come ridurre le emissioni, ripristinare la salute del nostro ambiente naturale, proteggere la fauna selvatica, creare nuove opportunità economiche e migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini. Tutti noi abbiamo un ruolo importante da svolgere e ogni settore industriale e paese saranno interessati da questa trasformazione. Inoltre, è nostra responsabilità fare sì che la transizione sia un processo giusto e che nessuno resti escluso dalla realizzazione del Green Deal”.

1000 miliardi e un Fondo di transizione

La Commissione Europea ha annunciato che i soldi verranno da fondi strutturali europei già esistenti, da programmi di cofinanziamento degli stati, da prestiti di favore della Banca Europea degli investimenti e da una parte del fondo InvestEU, il piano per attirare investimenti privati, in sostanza l’ex Piano Juncker.

Il Sole 24 Ore ha diffuso delle proiezioni sulle quote che riceveranno i singoli paesi. Le regioni dell’Est Europa riceveranno comprensibilmente la quota di fondi più alta in rapporto alla popolazione. Ci sono anche delle eccezioni, come ad esempio la Germania, unico paese occidentale che ancora dipende in buona parte dal carbone, riceverà una quota nettamente più alta (2 miliardi) rispetto a Francia, Italia (364 milioni) e Spagna.

Le regole del Fondo prevedono che per ogni euro che verserà l’Europa a ciascun paese, il governo nazionale dovrà impegnare fra 1,5 e 3 euro per cofinanziare quei progetti. Inoltre i bisognerà far sapere alla Commissione come verranno spesi questi soldi, presentando piani territoriali preparati da Regioni, governo nazionale, aziende e associazioni locali.

Il Green Deal europeo è sicuramente uno dei progetti più ambizioni dell’Unione Europea. Un piano a lungo termine che permetterà di arginare in primis il cambiamento climatico e di azzerare le emissioni. Purtroppo non tutti i paesi sono allo “livello di sostenibilità”, comprensibile quindi la titubanza di alcuni stati più arretrati che dipendono ancora in gran parte dai combustibili fossili.

Meno comprensibile invece il passo indietro di uno Stato che dovrebbe essere il primo promotore di tali politiche sostenibili, ci riferiamo ovviamente agli Stati Uniti che, sotto la presidenza Trump, hanno deciso di non rispettare gli Accordi di Parigi.

Il Green Deal europeo porterà davvero ai risultati sperati? I presupposti ci sono ma le contraddizioni non mancano. Sicuramente alcuni aspetti saranno da rivedere ed altri da implementare. Una cosa è certa: è arrivato il momento storicoculturale di investire nell’ambiente per lasciare un’eredità ai nostri figli.

Fonti
Per maggiori informazioni sul Green Deal europeo consigliamo di consultare la seguente pagina della Commissione Europea.