REM Ecologia Srl

La campagna di sensibilizzazione per combattere le cannucce di plastica


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30 Agosto 2018

#Ecocannucce è la campagna ideata da Marevivo per una generale rinuncia al ricorso alle cannucce di plastica monouso.

I danni provocati dalle cannucce

Le cannucce di plastica impiegano più di 500 anni per decomporsi. È uno dei cinque rifiuti più numerosi che inquinano i nostri mari. In tutto il mondo se ne utilizzano più di un miliardo al giorno, solo negli Usa si arriva a 500 milioni.

I principali aspetti negativi legati alle cannucce di plastica:

  1. Sono letali per la fauna marina

Le cannucce hanno delle ripercussioni sulla fauna e l’ecosistema marino. Non solo entrano nelle narici della tartarughe ma sminuzzandosi in pezzi più piccoli vengono ingerite da uccelli, pesci e mammiferi. Si stima che nel 71% degli uccelli marini e nel 30% delle tartarughe sia stata ritrovata plastica nello stomaco che ne mette a rischio la salute e talvolta ne provoca la morte.

  1. Si usano per pochi minuti e restano nell’ambiente per sempre

In tutto il mondo si utilizzano quotidianamente più di un miliardo di cannucce. Le cannucce si usano per soli 20 minuti ma restano nell’ambiente per sempre. A livello mondiale si producono centinaia di milioni di tonnellate di plastica ogni anno, circa il 50% è “usa e getta” come le cannucce, gli imballaggi e le stoviglie, e il 90% non viene riciclato.

  1. Non si riciclano

Le cannucce non possono essere riciclate perché non riescono ad essere catturate dagli impianti di smaltimento.

La campagna #Ecocannucce, lanciata da Marevivo, ha ottenuto in pochi mesi centinaia di adesioni tra esercenti; festival musicali; discoteche; comuni; alberghi e stabilimenti balneari.

Raffaella Giugni, responsabile relazioni istituzionali ha dichiarato:

«Marevivo è stata la prima associazione ad attivarsi contro le cannucce in plastica e in pochi mesi la campagna #Ecocannucce #Strawfree ha raggiunto ottimi risultati. Da un confronto diretto con le attività aderenti è emersa una maggiore consapevolezza dei danni provocati all’ambiente dal consumo di plastica monouso. Ad ogni esercente è stato consegnato il materiale informativo, che spiega perché è necessario rinunciare alle cannucce in plastica, in modo da sensibilizzare i clienti. Siamo felici che a mobilitarsi siano stati anche i comuni, addirittura con un’ordinanza come ha fatto il sindaco di Lampedusa, e ci auguriamo presto di raggiungere lo stesso risultato anche in altre isole minori e città italiane».

Città e brand uniti contro le cannucce

Durante il torneo di tennis a Wimbledon, uno degli eventi sportivi più importanti a livello mondiale, gli organizzatori hanno deciso di servire il Pimm’s, celebre cocktail inglese, esclusivamente con cannucce di carta riciclata, vietando l’uso della plastica. Lo scorso anno, durante il torneo (che dura solo una decina di giorni), erano state utilizzate più di 400 mila cannucce.

La città di Seattle ha deciso di bandire l’utilizzo di cannucce di plastica nei oltre 5 mila locali pubblici. Chi vorrà le cannucce, le riceverà solo di carta o di materiali compositi. E chi infrangerà il divieto, riceverà una multa di 250 dollari.

Starbucks, la più famosa catena di caffetterie del mondo e fondata proprio a Seattle, ha intrapreso un progetto graduale per portare a zero l’utilizzo delle cannucce nei suoi negozi entro al 2020.

L’Europa e la lotta alla plastica monouso

Stop a piatti, posate e cotton fioc. L’iniziativa europea, che segue il divieto di sacchetti di plastica nel 2015, si inserisce in una più ampia strategia a livello continentale formata dal pacchetto sull’economia circolare approvato definitivamente da Consiglio e Parlamento europeo e dalla tassa sulla plastica proposta da Bruxelles per finanziare parte del prossimo bilancio dell’Unione (2021-2027) in modo da rendere conveniente la ricerca di materiali alternativi da parte dell’industria e di ridurre la produzione nel momento in cui la Cina ha smesso di riciclare i nostri rifiuti ora che è impegnata a smaltire quelli del proprio mercato interno.

Il bando dovrà essere confermato dall’Europarlamento e dai governi entro le prossime elezioni europee in calendario nel maggio 2019.

Lo stop riguarda 10 oggetti di plastica monouso come stoviglie, cannucce, agitatori per bevande, bastoncini per le orecchie e aste dei palloncini. Secondo il progetto di direttiva, inoltre, i contenitori per bevande in plastica saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore.

Secondo Bruxelles la direttiva eviterà l’emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2, eviterà danni ambientali che costano alla comunità 22 miliardi di euro e farà risparmiare 6,5 miliardi di euro ai consumatori.