REM Ecologia Srl

Torna il vuoto a rendere, di cosa si tratta?


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10 Ottobre 2017

Dal 10 ottobre, è possibile nei bar e ristoranti restituire le bottiglie di acqua o birra in contenitori di vetro, tramite una piccola “cauzione” pagata al commerciante al momento dell’acquisto.

Il valore della cauzione sarà proporzionale al “vuoto”: da 0,05 euro per i contenitori da 200 ml fino a 0,30 euro per le bottiglie da un litro e mezzo. Importante sottolineare che questa pratica non comporterà un aumento di prezzo del prodotto.

Il progetto resterà comunque in fase sperimentale per un anno, proprio per questo si è deciso di lasciare libertà di scelta ai commercianti di aderire o meno all’iniziativa.

Ritorno al passato

Eh sì, forse i più giovani non se lo ricorderanno, ma il vuoto a rendere era praticato in Italia già 40 anni fa. Leggermente diverso il progetto di allora, dato che prevedeva il sovrapprezzo del prodotto e, in alternativa alla restituzione del materiale con il conseguente riscatto della cauzione, l’acquirente aveva la possibilità di comprare nuovamente il prodotto pagando solamente il contenuto e non il contenitore di vetro.

Obiettivo del progetto

Con il vuoto a rendere si spera di limitare l’impatto dei materiali di scarto sui rifiuti, andando ad alleggerire la raccolta differenziata. Basti pensare che il processo di sterilizzazione dei contenitori richiede il 60% di energia in meno rispetto a quella necessaria alla creazione di un nuovo imballaggio.

Dunque, sensibilizzare i consumatori sull’importanza del riciclo e sperare così in una diminuzione dei rifiuti, dato che lo stesso contenitore potrà essere riutilizzato fino a 10 volte.

Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che ha varato il regolamento il 25 settembre, in un’intervista riportata da La Repubblica ha dichiarato: “Un paese proiettato nell’economia circolare come l’Italia, non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri paesi. Questo decreto dà una possibilità a consumatore e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi”.

L’Italia è decisamente rimasta indietro sotto questo punto di vista rispetto ad altri paesi europei come Danimarca o Norvegia. Un esempio virtuoso è sicuramente quello della Germania, che pratica il vuoto a rendere da più di 10 anni con ottimi risultati.

Non ci resta che sperare in un andamento positivo del progetto, con un conseguente estensione del vuoto a rendere anche ai supermercati ed a altri materiali. Per ora, non possiamo far altro che cercare i bar e ristoranti che aderiscono al progetto, i quali avranno un simbolo all’esterno del locale.