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White list: cos’è e a cosa serve


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02 Febbraio 2018

La White list è un elenco istituito presso le Prefetture provinciali, al quale possono registrarsi le imprese che lavorano nei settori considerati più ad alto rischio di infiltrazione mafiosa.

Normative

La White list prende vita con la Legge n. 190 del 6 novembre 2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” ed il D.P.C.M. 18 aprile 2013, pubblicato in G.U. il 15 luglio 2013 ed entrato in vigore il 14 agosto 2013, ha di fatto previsto l’istituzione, presso ogni Prefettura, dell’elenco dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa, operanti nei settori considerati maggiormente a rischio.

Successivamente, l’art. 29 del D.L. 90/2014 è intervenuto apportando modifiche alla L. 190/2012. In particolare è stata prevista l’obbligatoria iscrizione delle imprese che operano nei settori a rischio di infiltrazioni mafiose (individuati dall’art. 1, comma 53, della L. 190/2012) negli elenchi delle imprese non soggette a rischio di infiltrazione mafiosa tenuti dalle prefetture e periodicamente verificati per confermare il mantenimento del possesso dei requisiti originari.

Alla luce di tali modifiche è stato emanato il D.P.C.M. 24/11/2016 con lo scopo di aggiornare le modalità per l’istituzione e l’aggiornamento dell’elenco in commento contenute nel già citato D.P.C.M. 18/04/2013.

NOI DI REM ECOLOGIA SIAMO DA DIVERSI ANNI ISCRITTI NEGLI ELENCHI DELLA WHITE LIST, I QUALI SONO CONSULTABILI DIRETTAMENTE SUL SITO INTERNET DELLA PREFETTURA DI RIFERIMENTO.

A cosa serve la White list?

L’iscrizione alla White list permette alle imprese che lavorano in settori a rischio infiltrazione, di velocizzare il rilascio di provvedimenti quali appalti pubblici, forniture di beni e servizi, finanziamenti e autorizzazione inizio attività sottesi alla richiesta della comunicazione e informazione antimafia.

Tali elenchi hanno lo scopo di rendere più efficaci i controlli antimafia nei confronti di operatori economici operanti in settori maggiormente esposti a rischi di infiltrazione mafiosa.

Ciò significa che i soggetti appaltanti non dovranno più richiedere la documentazione antimafia per le imprese iscritte alle White list.

Le imprese che lavorano in questi settori possono presentare domanda di iscrizione solo se possiedono determinati requisiti e solo dopo aver eseguito i dovuti controlli incrociati tra CED interforze del Ministero e Camera di Commercio.

Quali sono i settori maggiormente a rischio di infiltrazione criminale?

Ai sensi dell’art. 1, comma 53, della L. 190/2012 sono definite come maggiormente esposte a rischio di infiltrazione mafiosa le seguenti attività:

  • Trasporto di materiali a discarica per conto di terzi;
  • Trasporto, anche transfrontaliero, e smaltimento di rifiuti per conto di terzi;
  • Estrazione, fornitura e trasporto di terra e materiali inerti;
  • Confezionamento, fornitura e trasporto di calcestruzzo e di bitume;
  • Noli a freddo di macchinari;
  • Fornitura di ferro lavorato;
  • Noli a caldo;
  • Autotrasporti per conto di terzi;
  • Guardianìa dei cantieri.

Requisiti necessari per le iscrizioni nelle White list

L’iscrizione nell’elenco è obbligatoria per le imprese operanti nei settori più vulnerabili ed è soggetta alle seguenti condizioni:

  • Attività lavorativa nei settori a rischio;
  • Avere sede legale, secondaria con rappresentanza stabile in Italia o essere Imprese straniere prive di sede secondaria;
  • L’assenza di una delle cause di decadenza, di sospensione o di divieto, di cui all’art. 67 del Codice antimafia (D. Leg.vo 159/2011);
  • L’assenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi dell’impresa, di cui all’art. 84, comma 3, del Codice antimafia.

L’iscrizione nell’elenco conserva efficacia per 12 mesi dalla data in cui è stata disposta.